28 giugno 2017

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Recensione Need for Speed Road Challenge

Recensione Need for Speed Road Challenge

Need For Speed: “High Stakes” o “Road Challenge” per noi Europei, ma in sostanza ancora voglia di velocità. Se non consideriamo le varie edizioni speciali (SE) che hanno affiancato i diversi capitoli della serie, con quest’ultimo nato siamo giunti al quarto capitolo della serie Need For Speed. Probabilmente molti di voi avranno già sentito parlare di uno di questi titoli, nel bene o nel male. Ci sono solo tre possibilità affinchè un titolo arrivi alla sua quarta versione (più le varie SE già citate, per un totale di sei titoli…), nel giro di circa cinque anni. Una è il fatto che il gioco ha raccolto un così grande successo, da spingere i programmatori ad approfittare “spasmodicamente” del “fenomeno” da essi creato, un’altra è esattamente l’opposto, ovvero che le mancanze del gioco sono tali da costringere i programmatori a far uscire una nuova versione per assecondare alcune richieste dagli utenti arrabbiati, l’ultima è che si tratta di FIFA o di qualche altro titolo della serie EASports…Bene, possiamo affermare che le cause che hanno portato alla creazione di questo quarto episodio risiedono in tutti i motivi sopra citati, a parte l’ultimo, ovviamente…

Need For Speed si è reso famoso come uno dei migliori simulatori di corse automobilistiche su strada, ponendosi a metà fra una simulazione ed un gioco arcade. Nelle varie versioni di questo gioco è sempre stato possibile, infatti, “personalizzare” in un certo senso il modello di guida, per adeguarlo il più possibile alle proprie “esigenze”, aggiungendo o togliendo aiuti al sistema di controllo dell’auto (o, come magari come qualcuno si ricorderà, nel II episodio era possibile scegliere proprio tra “arcade” e “simulazione”). Ma ciò che ha sempre avuto maggior peso in questa “diatriba” arcade/simulazione, facendo pendere la bilancia verso “arcade”, è stata la totale assenza, in tutte le versioni, della possibilità di danneggiare, anche minimamente, la propria vettura. Bisognava far uscire cinque versioni per capire che ciò che veramente gli utenti desideravano era la possibilità di distruggere la propria McLaren F1 (non quella di Hakkinen o Coulthard… ) da oltre un miliardo oppure (per “par condicio”…) la fiammante Ferrari 550 da circa 800 milioni contro un albero o un bel tir che ci viene contro? EA adottava come motivazione (o forse come scusa) di questa mancanza la difficoltà in passato di convincere tutti i produttori delle varie supercar presenti nel gioco a lasciare che le loro vetture potessero danneggiarsi nei vari tracciati di gioco e spiegando, inoltre, come sarebbe stato quindi eccessivamente complesso creare dei modelli di danneggiamento per ogni macchina, senza avere dei precisi dati di riferimento. Ora, finalmente, in NFS4 andare a schiantarsi contro un muro o un’altra macchina significherà qualcosa, oltre ad una perdita di tempo.

Durante questo duello non ci siamo accorti del bus… ahhhh!!!
Come potete vedere non è molto salutare guidare ad alta velocità…
Ecco i famosi cockpit 3D retroilluminati…
Dopo ogni incidente la vettura mostrerà dei danni: un paraurti schiacciato, un alettone rotto, il cofano piegato, i fanali frantumati. E se l’urto è abbastanza violento vedrete le ruote che cominceranno a traballare. Quindi anche il modello di guida muterà di conseguenza e tenere la macchina sulla strada non sarà più così semplice. I livelli di danneggiamento sono comunque graduali e relativi a quattro diversi sistemi, tra cui le sospensioni e il corpo della macchina. Inoltre, a secondo del tipo d’urto e della sua violenza, le conseguenze per la vostra macchina saranno più o meno disastrose.

Un’altra innovazione, che riguarda direttamente il motore grafico del gioco, è la realizzazione di cockpit interamente tridimensionali, che potranno essere visti da inquadrature diverse (sinistra, destra e dietro) e che di notte si illumineranno (andando così a riempire una lacuna presente nelle versioni precedenti del gioco), come in una macchina vera e propria.. Le vetture poi, oltre ad essere ancora più dettagliate, grazie all’uso di un maggior numero di poligoni, offriranno la possibilità di vedere dall’esterno il nostro pilota muoversi , così come sarà possibile osservare i piloti avversari che si danno da fare per cercare di ostacolarci in tutti i modi.

Altre sostanziali modifiche sono state apportate alle modalità di gioco. Oltre alle consuete modalità ereditate dai titoli precedenti (Single Race – gara singola, Knockout – finchè ne rimarrà uno solo, Tournament – torneo) al gioco sono state aggiunte nuove modalità “Hot Pursuit”, il “Career Play” e la modalità “High Stakes” (che dà il nome al gioco…).

Per quanto riguarda le gare “Hot Pursuit”, cioè quelle in cui è presente anche la polizia (la cui scomparsa in Need for Speed II fu un grave errore dei programmatori…), anche in questo quarto titolo hanno un grosso peso. Tra le “pursuit car” disponibili nel gioco ci saranno infatti : la Chevrolet Camaro, la BMW M5, la Chevrolet Corvette C5, la Porsche 911 Turbo e la Lamborghini Diablo SV. Oltre alla modalità “classica” presa in prestito da Need For Speed III, in questo quarto episodio vedranno luce le modalità “Get Away” (cioè tentare di fuggire dalla polizia finchè non si è presi, oppure, nei panni della polizia, cercare di catturare il “delinquente” nel minor tempo possibile) e “Time Trap” (cioè una gara cronometrata in cui i giocatori tentano di giungere all’arrivo prima di essere arrestati o di arrestare i concorrenti prima che essi attraversino la linea di arrivo).

Mi sa che non sta per succedere nulla di buono…
A spasso con la nostra nuova fiammante F50 cabrio…
Ops… mi sa che questa volta sarà proprio dura scappare…
Un’altra modalità di gioco, che sembra essere assai interessante, è il “Career Play”, ovvero una serie progressiva di 30 tornei, knockouts e gare “High Stakes”, in cui i giocatori competeranno per “soldi” virtuali che potranno essere usati per comprare nuove macchine, apportare ad esse delle modifiche o ripararle (visto che, come abbiamo detto prima, le macchine durante il gioco subiranno una serie di danneggiamenti progressivi). Le modalità “High Stakes”, che si intervalleranno durante il career play, offriranno dei duelli testa a testa in cui non si guadagneranno soldi, ma nei quali i giocatori scommetteranno una delle loro preziose auto contro quelle dell’avversario. Per aumentare l’intensità, le auto scommesse saranno quelle guadagnate e personalizzate nelle gare precedenti e chi vincerà si impossesserà dell’auto dell’altro giocatore.

Con i danneggiamenti delle macchine, la nuova modalità di gioco “Carriera” e la possibilità di vedere i piloti all’interno delle auto, finiscono probabilmente le maggiori innovazioni introdotte da questa nuova versione rispetto a Need For Speed III: Hot Pursuit. Seguendo il trend, che ormai dal secondo episodio si fa strada, i tracciati saranno chiusi e le gare si svolgeranno compiendo un numero mutevole di giri dello stesso tracciato. Il più grosso passo indietro fatto dalla prima versione in poi è stata proprio l’eliminazione dei bei tracciati aperti e a tappe del primo titolo. Che senso ha infatti incontrare del traffico cittadino ed essere inseguiti dalla polizia, lungo un circuito che prima o poi ci riporterà sempre al punto di partenza? Sin ceramente non ho mai compreso il motivo di questa scelta fatta dai programmatori del gioco…
Anche la grafica dei 19 tracciati (di cui 9 provengono dalle precedenti versioni di Need for Speed) sarà sostanzialmente la stessa del terzo titolo (beh.. qui non si può dire nulla, visto che le piste erano veramente ben realizzate…), con condizioni meteo variabili, che andranno dal sole “caliente” alla neve “vischiosa”. Logicamente per godere a pieno della dettagliata grafica del gioco avrete bisogno di una buona scheda 3D, affiancata da un buon processore (minimo… ma proprio minimo… un P166, ma se non vorrete vedere soltanto alcuni frame di gioco, è caldamente consigliato un buon PII 266). In questo quarto episodio saranno presenti anche degli eventi random di percorso (un po’ come in Need for Speed II), cioè l’Intelligenza Artificiale genererà eventi random sulla strada che richiederanno al giocatore di reagire rapidamente per evitare gli ostacoli che non c’erano nei giri precedenti. Se l’aspetto grafico del gioco ha visto notevoli cambiamenti soltanto per quanto riguarda le vetture, la parte audio del gioco, già molto ben fatta in Need for Speed III (grazie allo sfruttamento dell’audio 3D), è rimasta praticamente invariata, se non fosse per la possibilità di poter inserire qualsiasi CD audio durante le gare, e poter così ascoltare le proprie musiche preferite mentre si è al volante.

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