19 agosto 2017

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Recensione Need for Speed 2 SE

Recensione Need for Speed 2 SE

Dopo l’abbastanza deludente The Need For Speed Special Edition (TNFS SE), rivelatosi nient’altro che The Need For Speed (TNFS) portato sotto Windows ’95 con solo 2 nuovi percorsi e qualche nuova musica, la Pioneer Production ci riprova con Need For Speed II (NFS II), da tempo atteso pieno di innovazioni. E le novità sembrano cominciare dal titolo: è infatti sparito l’articolo The ed ora il gioco si chiama semplicemente Need For Speed II. Non è più la Road & Track, nota casa editrice americana di riviste di automobilismo, a fornire i dati sulle automobili, ma questa volta la EA si è rivolta direttamente alle case automobilistiche da cui ha ottenuto ogni tipo di informazione. Need For Speed II è stato realizzato esclusivamente per Windows ’95 e sfrutta le DirectX 3.0 ma non le Direct3D. Ciò significa che eventuali acceleratori 3D non vengono utilizzati. L’installazione, in consueto stile Windows ’95 con tanto di Wizards, permette di scegliere tra 6 lingue (italiano compreso) con cui utilizzare il gioco, scelta che influenzerà anche il parlato. Dopo l’accattivante e coinvolgente presentazione in Full Motion Video, viene proposto il menu principale da cui si può accedere a tutte le impostazioni del gioco, in apparenza simili a quelle dei predecessori, sebbene il menu abbia uno stile decisamente diverso. E’ infatti possibile configurare le varie opzioni per quanto riguarda tipo di gara, modalità di gioco (singolo o multiplayer), percorsi, vetture, avversari, presenza del traffico o no. Le modalità di gioco sono 3: torneo, knockout (un particolare torneo disputato tra 8 concorrenti che consiste in gare di 2 giri su tutti i percorsi di NFS, al termine di ognuno dei quali il più lento viene eliminato) o gara singola, ma è possibile combinare alcune di queste opzioni con quelle riguardanti avversari e traffico per ottenere le modalità che erano presenti anche in TNFS e TNFS SE. Ad esempio per ottenere la vecchia modalità Time Trial (per i non ferrati di TNFS si tratta di una gara su un percorso a scelta senza traffico nè avversari, utilizzata per tentare di battere i record del tracciato) basta selezionare la modalità di gara singola escludendo avversari e traffico. Tra l’altro gli avversari in gara sono diventati ben undici (prima erano sette) e molto più agguerriti, mentre, per quanto riguarda il traffico, non è più presente la polizia. Le modalità multiplayer si sono arricchite: finalmente, infatti, oltre alla possibilità di giocare via link seriale, via rete e via modem, c’è anche la possibilità di giocare in split screen, permettendo così di sfidare un amico o un parente anche su un singolo computer. Le automobili pronte ad essere guidate, ben otto, tutte differenti da quelle di TNFS e TNFS SE, sono: McLaren F1, Isdera Commendatore 112i, Jaguar XJ220, Italdesign Calà, Ford GT90, Lotus GT, Lotus Esprit V8 ed infine la mitica Ferrari F50 (ma con i cheat è possibile guidare tutte le vetture “civili” che compongono il traffico, Bus compreso). Interessante l’opzione per variare il colore della vettura prescelta per la gara ed, a seconda del livello scelto (arcade o simulazione) anche alcuni parametri come aderenza al suolo e lunghezza delle marce. Per ogni vettura vi è poi una serie di schede storiche e tecniche, corredate da parlato in italiano, e anche, a parte la Isdera Commendatore, dei filmati. I percorsi sono sei (più uno buonus, ottenibile vincendo un knockout o un torneo), tutti dei circuiti, completamente differenti da quelli di TNS e TNFS SE, ambientati in vari luoghi della terra, molto spettacolari e mediamente difficili. Come di consueto si può settare il numero di giri, consultare i record e le schede informative (anch’esse corredate da parlato) di ognuno. Dopo questa ampia carrellata sulle novità del “contorno” del gioco, che appare effettivamente migliorato, è venuto il momento di, come si suol dire, scendere in pista. Il motore grafico, che al primo impatto potrebbe sembrare piuttosto simile a quello di TNFS e TNFS SE, ha subito invece alcune interessanti innovazioni. La grafica, in 65.000 colori, è molto dettagliata (le automobili sono realizzate in modo estramente preciso in modo da rispecchiare perfettamente i modelli reali) e ogni circuito è inserito in un ambiente 3D a 360° (si può cioè percorrere la pista in entrambi i versi rimanendo in macchina) molto complesso e curato, che presenta, oltre a parecchie costruzioni di vario genere (c’è un numero considerevole di ponti e persino un castello), anche un discreto numero di oggetti in movimento. E’ anche possibile guidare, entro un certo limite, fuori strada , sebbene non sia possibile oltrepassare delle barriere visibili come steccati o palazzi. In alcuni circuiti si possono comunque trovare delle scorciatoie (ad esempio degli steccati non completamente chiusi) che danno la possibilità di recuperare terreno se si è in difficoltà. In più, quando ci si scontra con un avversario o si striscia contro un muro o uno steccato, appaiono delle scintille anche se le automobili non si danneggiano in alcun modo e le carrozzerie non rimangono segnate. Il sonoro è molto buono: le musiche che accompagnano i menu e le gare sono eccellenti (compare un sistema di musica interattiva: a seconda della situazione in cui ci si trova durante le varie competizione, il sottofondo sonoro si modifica), mentre il rumore dei motori è a mio parere poco realistico (forse leggermente peggiore dei predecessori). E’ stata mantenuta la possibilità di suonare il clacson (sebbene i suoni non siano proprio il massimo come resa), cosa molto divertente, soprattutto se si sta gareggiando in link con qualche amico. Il modello di guida è estremamente realistico (ancora più raffinato di quello dei suoi predecessori) e cambia leggermente a seconda della superficie del tracciato su cui si guida: sull’asfalto la nostra automobile ha una tenuta maggiore che sullo sterrato o sulla neve e quindi bisogna essere in grado di adattare il proprio stile di guida ai diversi segmenti di ogni tracciato. Se poi si possiede un volante, che è possibile calibrare finemente, il tutto diventa molto più emozionante. Inoltre NFS II può controllare anche una periferica Force Feedback, come il Joystick Force FX di CH Products, che fornisce diverse sensazioni tattili a seconda di ciò che avviene durante la gara (curve, salite…). Prima dell’uscita del gioco erano girate voci su richieste hardware esagerate. Fortunatamente ciò si è rivelato essere quasi completamente falso, in quanto il gioco gira piuttosto bene già su un Pentium 120 o un Pentium 133 al massimo dettaglio, anche se almeno un Pentium 166 è consigliato soprattutto per il gioco in Split Screen. In conclusione, quindi, non si può altro che giudicare positivamente Need For Speed II. Tutte le caratteristiche che hanno reso The Need For Speed un ottimo gioco sono state mantenute e migliorate. Questo, che è chiaramente un punto positivo, è sicuramente anche il punto più negativo di Need For Speed II. Alcuni fans probabilmente si attendevano delle novità più consistenti, come danni sulle vetture o la possibilità di vagare liberamente per tutti gli scenari. Innovazioni di questo genere avrebbero però forse snaturato lo stile che caratterizza i predecessori e quindi la Pioneer ha, a mio parere, fatto bene a non arrischiarsi. In definitiva, Need For Speed II è un titolo che merita un posticino nella videoteca di tutti, in particolar modo di coloro che hanno apprezzato TNFS e TNFS SE e di coloro che apprezzano i giochi di guida.

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